[…] ho pensato che il mio cuore è così, come un camion di pomodori, e ogni volta che mi piego verso di te o quando camminiamo insieme e finisco sempre per venirti addosso, un po’ apposta e un po’ no, mi cadono fuori tutte queste cose di cui sono piena, tutte queste cose che sono rosse, come i pomodori, e come i pomodori alcune sono belle e altre meno, e come i pomodori alcune sono mature e altre sono ancora acerbe, e però tu non le calpesti, queste cose-pomodoro, né ci passi sopra con le ruote dell’automobile, ed è una cosa bella, se ci pensi, perché le raccogli, invece, alcune magari te le metti nelle tasche dei pantaloni che tanto sono pieni di tasche, altre te le mangi, altre ancora le lucidi prima di restituirmele, fino a farle diventare dello stesso colore delle mie guance quando ti sorrido.